sabato 11 aprile 2020

Step #6

Canalizzare nella poesia.

Il verbo canalizzare non è certamente tra i più ricorrenti nei testi poetici. Il termine, prettamente tecnico, quando non usato un senso figurato, non sembra avere particolarmente ispirato la musa della poesia.
Mi viene in mente tuttavia un testo poetico, un classico per eccellenza, in cui si fa cenno ad un canale, o corso d'acqua, come luogo ideale per la vita dell'uomo.
Si tratta del libro dei Salmi, attribuiti dalla tradizione al re Davide, una delle raccolte poetiche che da quasi tre millenni accompagnano il rapporto tra Dio e l'uomo.
Nel Salmo 1 il giusto viene così definito: "Egli sarà come un albero piantato lungo corsi d'acqua" o, in un'altra versione "Sarà come un albero trapiantato presso un canale".
Si tratta di un'immagine molto evocativa in una terra così arida in cui la creazione di canali era fondamentale per lo sviluppo della civiltà e della vita.

Canale nel deserto africano | Paesaggi, Bei paesaggi, Idee immagine
Canale nel deserto

Step #5

Canalizzare nel mondo della pubblicità

Al giorno d'oggi la pubblicità, che ci piaccia o no, è diventata una parte importante delle nostre vite; infatti veniamo bombardati in continuazione di spot e annunci sui nostri dispositivi connessi a internet, sulla televisione, sui giornali e addirittura per le strade.
Il termine canalizzare non è di facile individuazione all'interno di una singola reclame, ma può esprimere uno dei concetti verso il quale le compagnie pubblicitarie stanno lavorando: canalizzare solamente la tipologia di annuncio di maggiore interesse per la persona a cui si vuol far arrivare il messaggio.
Questa tecnica veniva già usata nella televisione, dal momento che quando nacquero le televisioni commerciali, cominciarono a essere sponsorizzati prodotti diversi nelle varie ore del giorno in base al programma che l'emittente trasmetteva e alla fascia d'età dell'audience.
Al giorno d'oggi invece la canalizzazione dei messaggi è ancora maggiormente tarata sul singolo utente, poiché "spiando" le nostre ricerche e le nostre attività sui laptop o smartphone le agenzie pubblicitarie sono in grado di proporci prodotti che hanno maggiore presa su di noi e che hanno più possibilità di recare il messaggio al destinatario.

mercoledì 8 aprile 2020

Step #4

Canalizzare nella mitologia

Il termine canalizzare ha il suo più famoso riscontro nella mitologia nordica, specialmente in quella Finnica, dal momento che ha la sua divinizzazione in Akka.
La dea veniva venerata per vegliare e proteggere la canalizzazione delle acque, affinchè rendesse fertili le terre dei campi; veniva inoltre associata alla fertilità femminile, e alla fortuna nella caccia. La divinità è inoltre moglie di Ukko, una delle divinità più importanti della mitologia Baltica, il quale è paragonabile a Zeus per i greci e Giove per i romani.
Akka è presente inoltre in altre mitologie delle popolazioni che vivevano nel nord Europa, nei pressi del mar Baltico e della penisola Scandinava: in quella estone era conosciuta come Maan-emo, in quella sami come Madderakka e in quella Careliana come Rauni. La figuara, pur cambiando nome, rimane sempre legata alla sfera semantica della fertilità sia della terra, sia della donna.
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Raffigurazione di Akka.

     


Step #3

idrografia
Illustrazione raffigurante la canalizzazione delle acque all'interno delle risaie


venerdì 3 aprile 2020

Step #2


Storia della parola

Il termine ‘canalizzare’ deriva dal francese canaliser, attestato per la prima volta nel XVI secolo e formato dal sostantivo canal + il suffisso verbale –iser.
A sua volta, il francese canal proviene dal latino canalis, in origine aggettivo derivato da canna, -ae, con il significato di ‘relativo alla (a forma di) canna’.
Tutto fa supporre che, per un certo periodo, sia esistita una fase intermedia *cannalis, non attestata, ma quasi necessaria, prima della caduta della geminata: canna > *can(n)alis > canalis.
Presso i Romani il termine canalis indicava non solo il canale, ma anche l’alveo del fiume, il condotto e più in generale il tubo. Questo spiegherebbe la derivazione dalla canna, in quanto ne ricordava la forma tubolare e cava, adatta alla conduttura dell’acqua.
Canalis: Fluminis alveus; parvus aquae ductus, etiam subterraneus
Solo in seguito si sarebbe specializzato nell’accezione di canale, come lo intendiamo oggi.
Procedendo a ritroso nel tempo, scopriamo che il termine latino deriva dal greco κάννα, che indicava un’unità di misura ben precisa.
Questa sarebbe quindi l’evoluzione della parola:  κάννα > canna > *can(n)alis > canalis e quindi i vari esiti neolatini, tra cui quello francese.
Potremmo accontentarci di questa spiegazione, avendo rintracciato l’antenato illustre del nostro verbo canalizzare.
Essendo il latino e il greco due lingue indoeuropee, saremmo tentati al limite di ricercarne la comune origine nelle steppe dell’Asia centrale o dovunque siano vissuti i nostri progenitori.
La curiosità ci spingerebbe forse a cercarne un corrispettivo in lingue come il persiano, il sanscrito o l’hindi, ma difficilmente ne troveremmo traccia a Persepoli o sulle rive dell’Indo.
Il greco κάννα ha infatti un’origine semitica, per cui le nostre ricerche ci porterebbero molto indietro nel tempo, ma in tutt’altra direzione.
Sembra infatti che il termine sia un prestito dall’accadico, la più antica lingua semitica di cui si abbiano attestazioni scritte.
Presso gli Accadi, popolazione semitica del Bronzo antico vicino-orientale, il termine kanu (immaginiamolo scritto in caratteri cuneiformi) indicava un’unità di misura, che trova corrispondenza anche nell’ebraico קנה (kane).
Nell’ebraico moderno, il termine kane ha conservato il significato più specifico di ‘canna di fucile’.
Il termine era probabilmente in auge già all’epoca di Sargon il Grande (2335-2279 a.C.), fondatore dell’impero di Akkad e i grandi edifici della Mesopotamia vennero progettati e misurati in ‘canne’.
Tra l’altro la ‘canna’ venne utilizzata come unità di misura anche in Italia fino all’Età moderna.
Il vocabolo potrebbe essere passato al greco antico, ovviamente in epoca molto più tarda, attraverso gli insediamenti dell’Asia Minore, magari all’epoca di Alessandro Magno, e da lì, secoli dopo, finalmente al latino.
Resta da spiegarsi la caduta della doppia –n-, tipica di lingue romanze come lo spagnolo, il portoghese e il rumeno (in realtà anche del francese, anche se le conserva nella forma scritta), ma non dell’italiano-toscano e neppure del latino.
Tornando ai nostri vicini d’Oltralpe, a cui dobbiamo il verbo canalizzare, è interessante notare come nel francese medievale l’esito del latino canalis non fosse canal, bensì chanel, che trova riscontro nell’inglese moderno channel.
Il termine chanel potrebbe essere approdato in Gran Bretagna all’epoca della conquista normanna nel 1066, con la battaglia di Hastings e avere soppiantato il termine germanico in uso fino ad allora, che però sopravvive in forma ridotta nell’inglese groove (cfr. tedesco Grube).
In epoca più tarda, quando i linguisti iniziarono a interrogarsi sulla purezza della lingua francese, il termine palatalizzato chanel cadde in disuso e venne sostituito dal più illustre e latineggiante canal, che sopravvive fino a oggi e ha prodotto altri derivati quali canaliser e canalisation.
Dal francese, lingua “franca” nel vero senso del termine, il neologismo canaliser passò successivamente a gran parte delle lingue europee: canalizar in portoghese e spagnolo, canalizzare in italiano, canaliza in rumeno, ma anche kanalisieren in tedesco e altre lingue germaniche.
Al di là della Manica – the British Channel – il verbo si impose abbastanza presto come to canalize ( o anche canalise), ma senza soppiantare mai del tutto l’altro verbo che nel frattempo era nato dal prestito francese più antico chanel, ovvero il moderno to channel.
La più antica attestazione in lingua italiana risale alla prima metà dell’Ottocento, con una prima comparsa nel 1830 e un uso più frequente a partire dalla metà del secolo.

Fonti:

Le misure del Medioevo – Festival del Medioevo

Step #1bis: etimologia e traduzione di canalizzare in diverse lingue


Dopo aver analizzato il termine in italiano, propongo il corrispondente significato e alcuni cenni etimologici in altre lingue.

Francese
Traduzione: canaliser
In francese il termine è attestato per la prima volta nel 1585 in F. Feuardent, le Sepmaine des Dialogues, 168b ds Fr. mod., t. 5, p. 72, che ne dà la seguente spiegazione: “enfermer comme dans un canal” (rinchiudere come in un canale). Si tratta di un’attestazione isolata, mentre lo ritroveremo più volte a partire dall’Ottocento.

Fonti: https://www.cnrtl.fr

Inglese
Traduzione: canalize, (sinonimo: to channel)
L'introduzione del termine nella lingua inglese, come verbo transitivo, è avvenuta nel 1830.
Lo ritroviamo con maggiore frequenza a partire da questa data, anche nella forma derivata ‘canalization’.

David Thomas Ansted, Scenery, Science and Art: being extracts from the note-book of a geologist and mining engineer, 1854

Fonti: https://www.merriam-webster.com/


domenica 22 marzo 2020

Step#1

Canalizzare: significato ed etimologia della termine

Il verbo transitivo canalizzare deriva dal francese canaliser. A seconda del contesto in cui viene utilizzato può assumere differenti significati.
In campo agricolo significa solcare il terreno con una rete di canali per la bonifica e l'irrigazione; in urbanistica costruire fognature per il deflusso delle acque nere e garantire la distribuzione di acque per le abitazioni; in ambito medico indica l'operazione chirurgica di creare canali per il drenaggio di umori stagnanti.


(Fonti: Vocabolario della lingua italiana Zingarelli, dodicesima edizione, 1997; Grande dizionario della lingua italiana versione online http://www.gdli.it/Ricerca/Libera?q=canalizzare )